Inefficienze

 
Secondo il Piano Straordinario di Efficienza Energetica Confindustria (Task Force 2010), attraverso una corretta politica di incentivazione dell’efficienza energetica in Italia si potrebbe arrivare a conseguire un risparmio integrale di energia fossile di oltre 86 Mtep nel periodo 2010-2020, con una conseguente riduzione di emissioni di CO2 pari ad oltre 207,6 milioni di tonnellate.
Tale strategia di politica industriale potrebbe portare ad un incremento della produzione di circa 238 miliardi di euro, una crescita occupazionale di 1,6 milioni di unità e un risparmio economico per il costo evitato di produzione di CO2 di 5,2 miliardi di euro (stimando il costo della CO2 al 2020 pari a 25 euro/t).
Nel nostro paese il settore civile (residenziale e terziario) è il maggiore responsabile dei consumi energetici (32%). Ciò significa che miglioramenti di efficienza energetica in questo settore potrebbero generare importanti benefici. Il settore residenziale, tra l'altro, è quello caratterizzato dalle maggiori inefficienze (stimate intorno al 45%), è pertanto uno degli ambiti prioritari su cui intervenire per raggiungere gli obiettivi europei.
Al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e del consumo energetico fissati dal decreto “20-20-20”, accanto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, gli interventi di efficienza energetica sono di fondamentale importanza. Il ruolo centrale dell’efficienza energetica è confermato da studi dell’IEA (International Energy Agency), dai quali emerge che uno sforzo congiunto nei diversi settori, permetterebbe di ridurre la domanda di energia di un terzo entro il 2050. Un impegno combinato nei diversi settori risulta pertanto indispensabile per limitare le emissioni, evitare che la domanda energetica continui a crescere e diminuire i costi per il cittadino.